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Ancora sulla coca, dope nuove cifre..

 
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don Andrea
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Registrato: 26/08/06 08:39
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MessaggioInviato: Dom Feb 04, 2007 7:21 am    Oggetto: Ancora sulla coca, dope nuove cifre.. Rispondi citando

Una maga bianca eccita la vita di molti

E adesso ci si spaventa. Adesso ci si allarma. Solo adesso. Che le cifre sono come pugnali. O meglio, come bombe. Sette su cento. Come dire: sette su ogni vagone di treno, su ogni autobus che ci passano davanti. Sette italiani su cento han fatto uso di cocaina. Che è la droga dei ricchi, si diceva. Ma è diventata anche la droga della classe media. E insomma la droga normale. Che è la droga a cui ci si rivolge per annullare l'ansia, e per risentire una specie di entusiasmo. Come se l'entusiasmo fosse finito, e impossibile. Come se si fossero esaurite le pile. Come se mancasse l'aria. E allora ci si mette a respirare lei, la sua aria finta e malata. Che è la droga per aumentare le prestazioni, come se si fosse insufficienti alla vita.
Se sette su cento ricorrono alla cocaina, se sette su cento e se in un anno aumenta di oltre il venti per cento, se accade questo tra di noi, significa che si sta affermando un sentimento della vita ansioso, malato di ansia di prestazione, malato di depressione. Significa che viviamo in un clima dove le ragioni per essere entusiasti, attivi, pronti alla vita stanno venendo meno. E allora si ricorre a lei, la maga bianca e tremenda. Come se non si potesse più pescare da dentro di sé, o da quel che si incontra, o dalle amicizie, o dall'amore, una energia, una forza per affrontare la vita e i suoi impegni.
Adesso ci si spaventa. In molti, cattolici e non solo, lo dicono da anni. Perché era chiaro, era logico. Era quel che la realtà indicava nettamente. E adesso la realtà, in forma di spavento, la devono riconoscere tutti. Atteggiamenti ambigui, o addirittura condiscendenti non hanno generato maggiore senso critico. Ma maggior abbandono. Atteggiamenti irresponsabili tenuti da artisti, da politici, da uomini pubblici hanno generato più consumo, non più coscienza. Se sette italiani su cento, se il consumo aumenta del venti per cento, significa che si sta perdendo una guerra. La stanno perdendo i poveracci che si trovano il cervell o e la coscienza smangiata dalle nubi abbaglianti della cocaina. La stanno perdendo i responsabili della cosa pubblica. La stiamo perdendo tutti. Perché si sta perdendo la direzione. E allora adesso ci si spaventa.
Sette su cento degli italiani che ci curano, che guidano imprese e treni, che costruiscono strade, imprese, famiglie…Si allarma, il ministro dell'Interno. Ed espande il suo allarme. Fa bene, meglio tardi che mai. Ma dopo l'allarme occorre rileggere criticamente certi atteggiamenti. Occorre avere il coraggio morale, politico, occorre avere anche l'amore per accusare, per non lasciar più correre, per rovesciare certi luoghi comuni. Certe leggerezze. Certe banalizzazioni. Come quella di ritenere la droga un fenomeno controllabile, un passatempo un po' azzardato, un trastullo gestibile. Mentre, come si vede, è una piovra. Un cancro. Una bestia che divora il cuore della vita, che è fatta della libertà di aderire, di impegnarsi nel reale. Di spendere la propria libertà ed entusiasmo. Ma se si tratta di libertà ed entusiasmo drogati? Il consumo di cocaina, si dice, è diffuso tra le cosiddette classi dirigenti. Ma dirigenti in che direzione? Se tali classi dirigenti - che siano leaders, manager o padri di famiglia, insomma gente con responsabilità - sono composte in parte di persone che ricorrono alla droga per sostenere l'impegno della propria vita, che direzione stanno imprimendo alla società in cui viviamo? (da Avvenire)
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marco
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MessaggioInviato: Ven Feb 16, 2007 7:39 am    Oggetto: Rispondi citando

La verità è che si pensa al bene dell'economia e non dell'uomo.
Basta pensare alle sigarette... perchè non ritirarle dal mercato invece di venderle con scritti messaggi allarmanti?
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