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Verso la Chiesa che sogniamo. Fare strada insieme

Posted on apr 25 , 2018 in Lettere pastorali

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Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate di Papa Francesco

Posted on apr 25 , 2018 in Lettere pastorali

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Festa di Santa Caterina a Raibano

Posted on apr 25 , 2018 in In evidenza & Lettere pastorali

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Preghiamo insieme con il Rosario

Posted on apr 25 , 2018 in In evidenza & Lettere pastorali

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Lettera Pastorale Ottobre 2017

Posted on set 28 , 2017 in Lettere pastorali

PARROCCHIA SAN MARTINO-RICCIONE

Verso la Chiesa che sogniamo. Fare strada insieme
Lettera ottobre 2017

Carissimi,
siamo agli inizi di un nuovo anno pastorale che vogliamo affidare al Signore perché ci aiuti a discernere sempre meglio la sua volon-tà e cogliere il suo disegno di amore e di salvezza verso tutta l’u-manità. Lo slogan che abbiamo scelto per questo anno: “Verso la Chiesa che sogniamo. Fare strade insieme”, è stato preso dalla re-lazione finale del nostro Vescovo all’assemblea sinodale del giugno scorso. Da questa relazione riprendo alcuni spunti:

Sogniamo una Chiesa FRATERNA
Nella comunità cristiana la fraternità evangelica rappresenta un di più di umanità, non un di meno: la struttura creazionale e relazionale della persona viene approfondita e dilatata. Viene contrassegnata dalle note immancabili dell’amore: la gratuità, la reciprocità, l’univer-salità, che trovano in Gesù il modello e la sorgente: “Come io ho amato voi”.

Sogniamo una Chiesa POVERA
Una Chiesa è evangelicamente povera se non solo è per i poveri, ma se è un Chiesa con i poveri, fatta di e da poveri. Se non solo evangelizza i poveri, ma se si lascia evangelizzare da loro. ”La povertà è uno dei modi in cui la realtà della Chiesa si fa visibile, il suo mistero si fa leggibile e persino credibile” (B. Maggioni). La povertà della Chiesa è vera se rispec-chia la povertà di Gesù, che “da ricco si è fatto povero” (2Cor 8,9).

Sogniamo una Chiesa MISSIONARIA
Una Chiesa è missionaria se non fa del proselitismo: e cioè se non punta a fare colpo, se non fa propaganda, se non lancia un’accanita campagna pubblicitaria, se non fa show, ma fa mistero, se prima di dare risposte, ascolta le domande, e prima ancora diventa essa stessa domanda, per cui gli altri dovrebbero chiederci: ma come fate voi a vivere una vita così? La missione si fa per contagio. Una Chiesa è missionaria se è fatta da persone-anfore (EG 86).

Sogniamo una Chiesa IN ASCOLTO
Dobbiamo fare spazio all’ascolto della Parola. Bisogna organizzare la parrocchia, la vita par-rocchiale, in modo da creare spazi di ascolto della Parola, che non siano marginali, ma cen-trali. Ma c’è un tempo libero per andare a trovare le persone, per accoglierle, per ascoltar-le?

Sogniamo una Chiesa LIETA E INQUIETA
Non una Chiesa burocratica, la cui cosiddetta “formazione” non genera persone critiche, ma al massimo dei funzionari.

Sogniamo una Chiesa VIVA E VITALE
…che non si stanca di scuotere la Chiesa e di renderla capace di intercettare la novità del futuro, di ripulirne l’immagine da macchie e da scorie, di guarirla da dipendenze, affezioni e grave patologie.

Una parrocchia capace di FARE STRADA INSIEME.
Dice un proverbio africano: “Se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia”
La nostra comunità è alquanto articolata, complessa e con tante realtà positive. La sfida di fare strada insieme, del sentirci parte di un tutto, è l’orizzonte e la prospettiva su cui ogni gruppo della parrocchia, e ognuno di noi, è chiamato a spendere i propri doni affinché quel sogno incominci a diventare realtà.
Don Antonio

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Lettera Pastorale Maggio 2017

Posted on mag 02 , 2017 in Lettere pastorali

Maria“Maria non si fa aspettare quando la invochiamo” (Papa Francesco)

 

Carissimi,

siamo nel mese di maggio dedicato alla memoria di Maria la madre di Gesù che noi invochiamo Madre della Chiesa e Madre di ogni cristiano.

Maria è proprio come le nostre mamme che quando abbiamo bisogno del suo aiuto, della sua protezione è pronta ad ascoltarci e ad aiutarci. Maria è Madre di ogni cristiano, ma direi di tutta l’umanità. Ognuno di noi, nel pregarla, nell’invocarla è chiamato a vivere un’esperienza di fede in Cristo, perché Maria ci porta sempre a Gesù suo Figlio e ci aiuta a sentire la sua presenza accanto a noi come un amico che non ci lascia mai. Maria è la donna del “Si”. Grazie al suo “Eccomi”, Cristo ha preso carne nel suo seno. Anche noi quando diciamo il nostro “Si”, Cristo viene ad abitare in noi e nella storia. Come è importante per noi cristiani la preghiera a Maria e in modo particolare il S. Rosario. San Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica: “Rosarium Virginis Mariae”, lo indicava come una preghiera importante per la pace nel mondo e per la famiglia.

“A dare maggiore attualità al rilancio del Rosario si aggiungono alcune circostanze storiche. Prima fra esse, l’urgenza di invocare da Dio il dono della pace. Il Rosario è stato più volte proposto dai miei Predecessori e da me stesso come preghiera per la pace.. Non si può quindi recitare il Rosario senza sentirsi coinvolti in un preciso impegno di servizio alla pace, con una particolare attenzione alla terra di Gesù, ancora così provata, e tanto cara al cuore cristiano.

Analoga urgenza di impegno e di preghiera emerge su un altro versante critico del nostro tempo, quello della famiglia, cellula della società, sempre più insidiata da forze disgregatrici a livello ideologico e pratico, che fanno temere per il futuro di questa fondamentale e irrinunciabile istituzione e, con essa, per le sorti dell’intera società. Il rilancio del Rosario nelle famiglie cristiane, nel quadro di una più larga pastorale della famiglia, si propone come aiuto efficace per arginare gli effetti devastanti di questa crisi epocale” (6)

Possiamo in questo mese di maggio, in cui si celebra l’anniversario dell’apparizione della Madonna a Fatima avvenuta il 13 maggio del 1917, riscoprire e proporre questa preghiera nelle nostre famiglie, perché Maria ci aiuti nell’essere costruttori di pace nelle nostre famiglie e nel mondo intero.

Don Antonio

 

 

papa francescoAlcuni pensieri di Papa Francesco

“Abbiamo pregato la Madonna, abbiamo cantato tanti titoli che lei ha. Oggi, alla fine del mese di Maria – la festa nella quale ricordiamo la visita che ha fatto a santa Elisabetta – ci dice il Vangelo che, dopo l’annuncio dell’Angelo, lei è andata in fretta, non ha perso tempo, è andata subito a servire. E’ la Vergine della prontezza, la Madonna della prontezza”….

“Subito è pronta a venire in aiuto a noi quando la preghiamo, quando noi chiediamo il suo aiuto, la sua protezione a nostro favore. Nei tanti momenti della vita nei quali abbiamo bisogno del suo aiuto della sua protezione, ricordiamo che lei non si fa aspettare: è la Madonna della prontezza, va subito a servire”…

 

“Vergine e Madre Maria, tu che, mossa dallo Spirito, hai accolto il Verbo della vita nella profondità della tua umile fede, totalmente donata all’Eterno, aiutaci a dire il nostro ‘sì’ nell’urgenza, più imperiosa che mai, di far risuonare la Buona Notizia di Gesù. Ottienici ora un nuovo ardore di risorti per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte. Dacci la santa audacia di cercare nuove strade perché giunga a tutti il dono della bellezza che non si spegne. Stella della nuova evangelizzazione, aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione, del servizio, della fede ardente e generosa, della giustizia e dell’amore verso i poveri, perché la gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce. Madre del Vangelo vivente, sorgente di gioia per i piccoli, prega per noi. Amen. Alleluia”.