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Posted on feb 17 , 2017 in Lettere pastorali

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Viaggio in Messico presso le Suore Mestre Pie dell’Addolorata

 

Martedì 27/12/2017 alle ore 17,45 partiamo dall’aeroporto di Bologna diretti a Guadalajara in Messico.  Ci attendono 16 ore di volo con due scali e cambi di aereo, più un’ora di auto. Il gruppo è costituito da Don Antonio, Claudio ed Emanuela della parrocchia di San Martino, da Don Maurizio Vicario del Vescovo, Silvia, Nerio e Alessandro  di Rimini.

Al nostro arrivo all’aeroporto di Guadalajara c’è ad attenderci suor Claudia, la superiore delle Maestre Pie dell’Addolorata che con il suo pulmino ci accompagnerà alla casa Hogar Francisco Xavier di Tepatitlan.

Le prime Maestre Pie dell’Addolorata arrivarono in Messico nel 1980 invitate dal Vescovo della diocesi di San Juan de los Lagos per assistere i bambini in un paese dello Stato di Jalisco chiamato Tepatitlan situato 70 chilometri ad est di Guadalajara dove hanno iniziato ad operare in una casa famiglia per bambini abbandonati o sottratti alle famiglie dai servizi sociali.

Tre suore italiane iniziarono il 13 novembre 1980 la missione messicana e quasi subito molte giovani,  che cominciarono a conoscere e ad identificarsi con il carisma dell’Istituto, chiesero di entrare a farne parte.

Per questo motivo nel 1988 si è aperta una comunità a Guadalajara per la formazione di queste ragazze e per la catechesi parrocchiale nei quartieri più poveri della periferia. Per la situazione socio-economica del Messico molti bambini vivono stati di disagio e abbandono; per sopperire a questa necessità nel 1989 venne aperta una comunità nella città di Obregon nello Stato di Sonora situato nel nord del Messico, questa città è nata meno di 100  anni fa dove prima vi era solo deserto. Ma torniamo a raccontare della casa di Tepatitlan, ora ospita 60 bambini di età compresa tra un anno e 18 anni seguiti da 10 suore.

A differenza delle consorelle Maestre Pie in Italia, le suore non fanno scuola, ma la casa offre  ospitalità, vitto, alloggio e assistenza ai compiti pomeridiani proprio come in una famiglia.

La giornata inizia per le suore alle 5,30  e alle 6 svegliano i bimbi. Aiutano i più piccoli a vestirsi e preparano loro la colazione e li accompagnano  nelle varie scuole,  poi ritornano a casa dove ci sono i piccolini di uno e due anni da accudire.

Le suore non trascurano la preghiera né la messa quotidiana e la catechesi. Sono tutte gentilissime, premurose, dal volto sereno, sempre sorridente, splendida testimonianza di una vita spesa per gli altri, per i più piccoli. Donano ai bimbi tutto l’amore di una madre, quella madre che molti di loro non hanno o che li ha abbandonati o maltrattati,  sono curatissimi, puliti, ben vestiti e ordinati , si vogliono bene tra di loro, grandi e piccoli collaborano nei lavoretti della casa, puliscono le loro camere, apparecchiano, servono a tavola e aiutano i più piccoli.

Alle 13 le suore ripartono per riprendere i bimbi a scuola, mangiano con loro e al pomeriggio li aiutano con i compiti. Poi dedicano tempo ai giochi e alle attività sportive e chi non ha finito riprende a fare i compiti, fanno la doccia e si preparano per la cena. Alle 21 si va a dormire. Stare con loro è stata una splendida esperienza, ci hanno circondato di baci e abbracci a non finire. Appena avevano un momento libero venivano a cercarci, i maschi per giocare a calcetto, a basket o a pallavolo, mentre le bimbe cercavano le donne per farsi pettinare o pettinarle e giocare con le bambole, mentre i più piccoli venivano per farsi coccolare e  prendere in braccio. Con le suore ci ritrovavamo al mattino per recitare le lodi poi Don Antonio e Don Maurizio celebravano la messa per tutti noi esse  ci raccontavano delle difficoltà che affrontano ogni giorno per gestire la casa, con i bimbi che crescono, alcuni dei quali hanno problemi di salute ( le visite mediche, le medicine e  l’ospedale sono tutte a pagamento).

Non avendo introiti, ma solo qualche aiuto dalla Diocesi, tutto è nelle mani della Provvidenza che le assiste e anche quando sembra che non ci sia più speranza, arrivano doni inaspettati. Alcune famiglie messicane infatti forniscono loro vestiti e generi di prima necessità quali olio, zucchero, sapone e uova , mentre alcuni generi devono essere acquistati e sono molto cari se rapportati agli stipendi  dei lavoratori messicani , ad esempio un litro di latte costa quasi come in Italia, mentre lo stipendio  di un lavoratore medio è di soli 250 euro mensili. Mentre le suore parlano ci trasmettono anche tutta la gioia che i bimbi donano loro, ci raccontano della loro vocazione e della loro vita spesa per i fratelli più piccoli e indifesi.

Questo amore traspare dai loro occhi che brillano che riflettono  la serenità di una scelta fatta per amore che le fa superare tutte le difficoltà che incontrano quotidianamente.

Sono donne che sanno amare e vedere nell’altro riflesso il volto di Gesù, che vogliono dare a questi bambini che altrimenti non avrebbero avuto speranza , la certezza che ci saranno sempre persone che le aiuteranno nel difficile cammino della vita.

Ci siamo talmente uniti che ci sembrava di aver conosciuto quelle persone da sempre, abbiamo condiviso i pranzi, le cene, l’attesa dell’ultimo dell’anno, le uscite in alcuni santuari, la visite alle città dei martiri.

Anche questa è stata una bellissima esperienza: siamo stati a Santa Ana de Guadalupe, a San Juan de los Lagos e a Zamora, ripercorrendo i luoghi in cui dal 1926 al 1929 si consumò la sanguinosa “ guerra dei cristeros” con l’uccisione di migliaia di cattolici che si erano ribellati alle leggi del governo ateo messicano che proibiva il culto e le liturgie cattoliche. 25 di questi martiri furono beatificati da Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma nel 2000. Altri 14 furono beatificati sempre dallo stesso Papa fra il 1988 e il 2005 e altri 7 sono in attesa  di beatificazione. Durante questa guerra furono centinaia i preti, monaci e religiosi che vennero uccisi. Ai sacerdoti lasciati in vita spesso venivano tagliate le braccia per impedire di celebrare la messa.  In una chiesa a Zamora nelle parete di fianco all’altare  sono visibili ancora oggi i fori delle pallottole che avevano colpito alcuni fedeli come monito per aver partecipato alla Messa.

A malincuore la mattina del 5 gennaio partiamo da Guadalajara per  Città del Messico dove trascorreremo gli ultimi giorni presso la casa OMPE (Pontificia Opera Missionaria Messicana) anche qui due sacerdoti ci hanno accolto e raccontato della religiosità del popolo messicano, delle loro tradizioni e della venerazione che hanno per la Vergine di Guadalupe,  infatti il Santuario è il secondo più visitato al mondo dopo la basilica di San Pietro a Roma. Anche noi  ci siamo stati e i nostri sacerdoti hanno avuto il privilegio di celebrare la Messa in questa stupenda basilica.  E’ stato bello sentirsi uniti nella preghiera, lodare il Signore per quei momenti trascorsi insieme e per la fede che ci legava, ognuno nella propria lingua spagnolo o italiano, si pregava Dio Padre di tutti.

Iniziativa di Quaresima

Sostegno al progetto Dai a loro non solo le tue cure ma anche il tuo cuore”. Aiutiamo i bambini e ragazzi della Casa Hogar  Villa Francisco Javier in Messico delle Maestre Pie. La Casa Famiglia si sostiene con aiuti dalla diocesi, San Juan de los Lagos, e dalle offerte delle  persone che in vari modi aiutano il buon funzionamento della casa.

latte

Tra i tanti bisogni di cui necessitanomedicine

abbiamo pensato di raccogliere soldi

per sostenere le spese per il latte

che costa €  8 al giorno, e le medi-

cine, € 16 al giorno.

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